Giornalismo e formazione continua

Siamo ormai al termine del secondo triennio di formazione continua per i giornalisti iscritti all’ordine. Nessuna distinzione tra pubblicisti e professionisti, per tutti l’obiettivo è raggiungere i 60 crediti nell’arco del triennio. Per farlo ci sono diverse possibilità, sia gratuite che a pagamento. In queste rientra anche il corso proposto e promosso da Doc Press, dal titolo “Comunicazione e informazione, gli eventi musicali”, il 9 ottobre, al Magazzino Musica Via Soave, a Milano.

Ma perché i giornalisti hanno bisogno di formazione continua? E come è nato tutto questo?

Per fare chiarezza risulta molto utile un vademecum presente anche sul sito dell’Odg della Lombardia. Uno dei punti fondamentali è che in ciascun triennio il giornalista è obbligato ad acquisire almeno 60 crediti formativi professionali (Cfp), di cui un minimo di 15 crediti l’anno e 20 crediti deontologici nel triennio. Chi non dovesse farlo, violando l’obbligo di formazione continua andrà incontro alla possibilità di ‘avviare un’azione disciplinare nei confronti dell’iscritto inadempiente. Al termine del triennio gli iscritti inadempienti possono regolarizzare la loro situazione entro tre 3 mesi dalla scadenza dello stesso triennio. Il percorso formativo deve essere, in ogni caso, completato per la parte contestata nei successivi 90 giorni. Qualora persista l’inosservanza, il Consiglio regionale dell’Ordine ne dà segnalazione al Consiglio di disciplina territoriale. 

Bisogna inoltre ricordare che anche i pensionati sono obbligati alla formazione se sono ancora in attività. Altrimenti è possibile chiedere l’esonero inviando una mail a direzione@odg.mi.it indicando il numero di tessera, il codice fiscale e la data d’inizio della pensione.

Esiste poi una categoria di giornalisti che diversi obblighi, come per esempio quelli iscritti all’albo da 30 anni che hanno obbligo di formazione esclusivamente per l’acquisizione di 20 crediti deontologici nel triennio.

Alla fine del triennio formativo ciascun iscritto dovrà aver acquisito i 60 crediti, con un minimo di 15 crediti l’anno. Del totale, almeno 20 devono essere relativi alla deontologia. L’unità di misura dell’Fpc è di 1 credito ogni ora. I corsi di deontologia hanno un bonus di 2 crediti in più. Si può ottenere il riconoscimento di crediti anche attraverso l’insegnamento in materie inerenti la professione giornalistica in corsi o Master di livello accademico oppure per l’insegnamento occasionale in corsi o Master accreditati dall’Ordine. La formazione relativa alla deontologia professionale è sempre gratuita.

C’è la possibilità di ottenere delle esenzioni, temporanee, dall’obbligo di formazione, come in caso di maternità o congedo parentale, malattia grave o infortunio, ma anche in caso di cariche elettive per le quali la legislazione prevede l’aspettativa dal lavoro per la durata del mandato.

Un mondo, quello dei corsi, in continuo divenire, con la possibilità di seguire le proposte anche dalla distanza, online, fino al raggiungimento dei 60 crediti. Le possibilità non mancano, insomma, quel che serve è stare al passo per evitare sanzioni che potrebbero limitare le possibilità lavorative.

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