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Come diventare giornalisti professionisti: ecco le scuole di giornalismo riconosciute dall’Odg

Abbiamo presentato le richieste dei diversi ordini regionali dei giornalisti per poter diventare giornalisti pubblicisti, ma quali sono i percorsi per poter affacciarsi all’esame di stato che garantisce il titolo di giornalista professionista? Le strade sono diverse, tra praticantato e scuole di giornalismo riconosciute dall’Odg. Ed è proprio su queste che abbiamo deciso di fare un focus.

Quella delle scuole rappresenta una via per garantire un accesso trasparente e meritocratico alla professione, attraverso lo sviluppo di competenze avanzate e di una solida preparazione deontologica. Si tratta di percorsi che si svolgono in apposite strutture, con le quali vengono stabilite delle convenzioni che rispondano a prerequisiti ben precisi. Il Consiglio nazionale, infatti, delibera l’autorizzazione dopo aver:

a) verificato l’osservanza dei requisiti previsti dal “Quadro di indirizzi” presente e consultabile sul suo sito

b) considerato il parere del Comitato tecnico-scientifico (Cts);

c) chiesto il parere del Consiglio regionale competente, espresso almeno con la maggioranza dei componenti.

Le convenzioni, stipulate dal Comitato esecutivo e ratificate dal Consiglio nazionale hanno validità biennale e non sono tacitamente rinnovabili.

Nel quadro degli attuali ordinamenti possono essere autorizzate, quali scuole abilitate allo svolgimento del praticantato giornalistico, quelle che prevedono i seguenti corsi per il cui accesso è richiesto un titolo di laurea:

a) master universitari biennali in giornalismo;

b) istituti biennali per la formazione al giornalismo.

Non possono essere autorizzate scuole costituite solo da aziende e gestite in modo esclusivo o prevalente, ma vengono favorite se gestite in forme consortili, da enti locali e da istituzioni comunitarie, così come da imprese editoriali o radiotelevisive iscritte al Registro degli operatori di comunicazione. La durata dei corsi è biennale e di almeno 1.000 ore effettive all’anno, a tempo pieno e con frequenza obbligatoria non inferiore a cinque giorni a settimana. La partecipazione dà diritto a uno stage che non può però sostituire la parte didattica, che deve essere svolta all’interno della struttura. Gli stage si svolgono all’interno di testate esterne, con una durata che varia da due a tre mesi per ciascun anno, a discrezione delle scuole. Obiettivi dei periodi di pratica guidata sono l’approccio con le realtà operative e la conoscenza dei meccanismi redazionali. All’inizio di ciascun anno di corso la scuola comunica al Comitato tecnico scientifico il periodo di svolgimento dello stage. Ci sono poi alcuni aspetti da rispettare, soprattutto sui tempi di svolgimento: gli stage non possono infatti svolgersi nel periodo 1° luglio-31 agosto, salvo quelli programmati all’estero.

Gli allievi ammessi a seguire i corsi sono iscritti, nel rispetto dei requisiti di legge, nel Registro dei praticanti dal Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti nella cui regione ha sede la scuola.

All’interno dei corsi la formazione pratica degli allievi deve avvenire attraverso esercitazioni, raccolta di notizie, anche sul campo, con l’accreditamento da parte della scuola presso le varie fonti istituzionali e non, e all’interno di lavoro redazionale per organi di informazione editi dalle scuole.

In particolare, a partire dal secondo trimestre, le scuole editano:

a) un periodico, almeno quindicinale, a stampa o in alternativa in formato .pdf disponibile online dedicato agli approfondimenti sui temi della realtà locale, nazionale e internazionale;

b) un quotidiano online costantemente aggiornato sulla cronaca locale e su temi generali. È necessario evitare che nel giornale online confluiscano soltanto i materiali prodotti per gli altri media, ognuno dei quali ha un proprio specifico linguaggio;

c) rubriche radiofoniche periodiche e almeno due GR settimanali con servizi disponibili sul sito e, previa autorizzazione da parte del Comitato esecutivo, possibilmente diffusi attraverso stazioni locali. La realizzazione deve essere integrata da corsi di dizione, speakeraggio e conduzione, tenuti da personale di comprovata esperienza e capacità didattica adeguati alle effettive necessità degli allievi;

d) rubriche e servizi giornalistici televisivi di approfondimento e almeno un tg settimanale, disponibili sul sito e possibilmente diffusi attraverso emittenti locali, previa autorizzazione del Comitato esecutivo;

e) un notiziario di agenzia, con cadenza almeno mensile.

Le scuole devono, inoltre, assicurare un percorso formativo sull’attività di ufficio stampa. Una proposta che deve vedere impegnati tutti gli allievi che, nel corso del biennio, parteciperanno alla realizzazione delle diverse testate.

Chiariti gli aspetti generali che rendono una scuola, una scuola di giornalismo, ecco le attuali strutture riconosciute dall’Odg nazionale.

Bari: Master biennale di I livello in Giornalismo dell’Università di Bari

Bologna: Master biennale di I livello in Giornalismo – Alma Mater Studiorum Università di Bologna

Milano: Master biennale di I livello in Giornalismo a Stampa, Radiotelevisivo e Multimediale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore

Master biennale di I livello in Giornalismo della Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM

Master biennale di I livello in giornalismo dell’Università degli Studi di Milano/IFG – (Scuola di giornalismo “Walter Tobagi”)

Napoli: Master biennale di I livello in Giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa

Perugia: Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo

Roma: Master biennale di I livello in Giornalismo della Libera Università SS. Assunta (LUMSA)

Scuola Superiore di Giornalismo “Massimo Baldini” dell’Università LUISS Guido Carli

Fisciano (Sa): Master di I livello denominato “Scuola di Giornalismo Post Laurea” dell’Università di Salerno

Torino: Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino

Urbino: Istituto per la Formazione al Giornalismo

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